Per la rivoluzione del riciclo tessile la tecnologia non basta
Visto il rapido inasprimento delle norme a livello globale, il settore tessile è a un punto di svolta. Ciò è dovuto a sviluppi chiave come il nuovo regime EPR dell’Unione europea che garantisce che i produttori si assumano la responsabilità finanziaria per l’intero ciclo di vita dei prodotti tessili e la nuova legge francese contro l’ultra fast fashion che introduce una tassa ecologica progressiva fino a 10 euro per articolo e impone un’etichetta con eco-score. Queste misure europee, spesso viste da Paesi come gli Stati Uniti e la Cina come iniziative all’avanguardia, pongono l’attenzione sull’enorme volume di rifiuti tessili – milioni di tonnellate ogni anno – e sulla nuova realtà della raccolta differenziata obbligatoria nell’UE dei rifiuti tessili entrata in vigore il 1° gennaio 2025.
Il mercato globale del riciclo tessile deve affrontare una grandissima sfida: la raccolta obbligatoria a livello europeo e l’incombenza degli oneri dell’EPR, tuttavia rispetto ai flussi di materiale affermati come la plastica o la carta il settore rimane decisamente immaturo. Oggi, meno dell’1% dei rifiuti tessili annuali viene riciclato in nuovi prodotti senza andare incontro a degradamento1. Ciononostante, l’analisi del settore suggerisce che l’applicazione su scala industriale del riciclo da fibra a fibra potrebbe far aumentare il tasso di riciclo globale a più del 30%, liberando materie prime di valore superiore a 50 miliardi di dollari2. Si prevede che da questo sviluppo nascerà un settore industriale redditizio indipendente, laddove si stima che la sola catena di valore del riciclo europea genererà entro il 2030 un pool di profitti annuo pari a fino a 2,2 miliardi di euro3.
Dalla fattibilità tecnica alla maturità industriale
TOMRA ha riconosciuto precocemente i problemi e negli scorsi dieci anni ha destinato risorse allo sviluppo per il settore tessile. Ora la priorità concreta è accelerare la sincronizzazione e l’impiego su scala industriale di questa complessa catena di valore. In questo contesto, i decenni di esperienza di TOMRA in altri flussi di materiale affermati rappresentano un importante vantaggio. Non discutiamo più sulla fattibilità teorica, ma puntiamo piuttosto alla maturità industriale.
La sfida centrale del riciclo tessile non riguarda il se siamo in grado di selezionare, ma la velocità e il grado di purezza con cui siamo in grado di recuperare i materiali per il riciclo da fibra a fibra. I prodotti tessili presentano un alto grado di eterogeneità: i capi consistono di innumerevoli mescole complesse, diversi strati di tessuto, colori e componenti non tessili come cerniere e bottoni.
La nostra soluzione per tutti i complessi compiti di selezione (inclusi capi interi, tagliati o triturati) è l’unità AUTOSORT©. Il suo punto di forza centrale è la multifunzionalità che consente una versatilità impareggiabile sia nella gestione dei materiali che nell’integrazione dei sensori in applicazioni diverse. L’unità fa uso di una combinazione di sensori: NIR (tecnologia nel vicino infrarosso per la composizione delle fibre), VIS (spettroscopia nel visibile per il colore) e EM (elettromagnetico per il rilevamento dei metalli). Questa combinazione di sensori flessibile e integrata garantisce massima purezza e consente processi a valle ottimali per ogni materia prima. Siamo convinti che selezionare gli indumenti post-consumo quando sono ancora interi e quindi prima di triturarli sia la soluzione più efficiente per massimizzare la purezza di tali capi.
Il concetto di selezione A/B e l’esigenza di purezza
Il concetto di selezione A/B di TOMRA – raffinato per più di tre decenni nei flussi di riciclo industriale come quello per la plastica e i metalli – rappresenta un modello collaudato per l’impiego su scala industriale della selezione tessile. Diversamente dalle selezionatrici in linea a basso volume, AUTOSORT© è progettato per l’alta produttività concentrandosi su una frazione di materiale pura (A) e lasciando cadere tutti gli altri materiali (B). Questo focus esclusivo garantisce la purezza necessaria per aziende di riciclo chimico e meccanico avanzato e il sistema consente di raggiungere una produttività fino a 4,5 tonnellate all’ora. Per i clienti che hanno bisogno di più frazioni, le unità AUTOSORT© a cascata – che consentono l’integrazione di sensori avanzati – rendono possibile un recupero preciso di tutti i materiali desiderati dal flusso in entrata.
Selezionare non basta. Per soddisfare i severi requisiti per le materie prime delle aziende di riciclo, TOMRA ha dato vita a una collaborazione con Vecoplan, leader della tecnologia di triturazione, per fornire una soluzione completa. Questo concetto integrato copre l’intero processo di pretrattamento: dalla selezione avanzata e dalla rimozione dei contaminanti (come cerniere e bottoni) fino alla riduzione dimensionale e alla purificazione. Insieme, eliminiamo un’importante barriera per l’impiego su scala industriale – garantendo ai clienti di poter fornire materie prime di alta qualità, pronte per la lavorazione da parte delle aziende di riciclo.
Superare la complessità della coordinazione
Se la tecnologia di selezione tessile è matura dal punto di vista commerciale e pronta per l’impiego su scala industriale, perché il mercato non la adotta già? Il motivo è la frammentazione finanziaria e logistica dell’intero ecosistema. L’enorme volume dei rifiuti – aggravato dal breve ciclo di vita dei capi fast fashion – rende necessaria un’azione simultanea in cinque ambiti diversi basata sui motori chiave del mercato illustrati di seguito, per una catena di valore tessile circolare su scala industriale:
- Spinta normativa: questa include la raccolta differenziata obbligatoria UE dei rifiuti tessili (introdotta il 1° gennaio 2025) e un severo regime di responsabilità estesa dei produttori (EPR) per il tessile (in vigore da aprile 2028) per promuovere investimenti trasversali nella catena di valore. Tutto ciò sarà integrato dai target di contenuto di materiale riciclato obbligatorio che verranno introdotti a breve per i marchi per i quali si applica il regolamento sull’ecodesign per prodotti sostenibili
- Accesso alle materie prime: prezzi sostenibili tramite percentuali di raccolta maggiori, nuovi percorsi di raccolta dedicati sia al riutilizzo che ai prodotti tessili riciclati
- Maturazione delle tecnologie di riciclo: parallelamente all’ampliamento delle capacità di selezione e preselezione, ciò consentirà il riciclo da tessuto a tessuto (T2T). La richiesta di prodotti da fibra a fibra e derivanti dal riutilizzo di materiali post-consumo (ad es. tessuto non tessuto) fa diminuire le percentuali di rifiuti, migliorando l’attrattività finanziaria complessiva
- I marchi attivano una 'richiesta reale': i marchi devono impegnarsi ad acquistare un volume consistente di materiale T2T riciclato per adempiere ai severi regimi EPR e ai target di contenuto di materiale riciclato minimo – come quelli attualmente in discussione presso la Commissione Europea nell’atto delegato sui prodotti ESPR per il tessile
- Maggiore consapevolezza dei consumatori: conoscenza dei costi reali della fast fashion e svolta a lungo termine nelle attitudini dei consumatori verso il riutilizzo
Attualmente, attori chiave del settore industriale iniziano a plasmare questo nuovo ecosistema dando vita a una catena del valore tessile circolare. Mentre l’Europa fornisce la spinta legislativa, la svolta del tessile come materiale strategico è una tendenza globale. Il motore di questo cambiamento sono gli obiettivi di sostenibilità dei marchi, la domanda dei consumatori e le norme proattive in mercati chiave come gli Stati Uniti (California) e l’Australia, mentre discussioni simili sull’economia circolare acquisiscono sempre più attualità. Di conseguenza, si prevede che i gestori e commercianti di rifiuti di tutto il mondo passeranno rapidamente a soluzioni industriali non appena i quadri normativi saranno maturi e i canali di acquisto saranno assicurati.
La politica come catalizzatore e motore del cambiamento
Iniziative come la legge francese contro l’ultra fast fashion rivelano che le istanze legislative globali hanno perso la pazienza, confermando l’urgenza di investimenti sincronizzati nella catena di valore tessile.
I governi di tutto il mondo devono adottare rapidamente sistemi EPR efficaci per il tessile. Senza questa ancora finanziaria (già affermatasi nell’UE ed emergente altrove), l’intera struttura del riciclo s’insabbia. Il collo di bottiglia – la mancanza di una forte giustificazione economica per i centri di selezione – verrà risolto solo se i marchi sottoscriveranno contratti di acquisto a lungo termine per materiali riciclati, spesso incanalati nella sicurezza finanziaria di questi regimi EPR.
Il progetto per la selezione industriale e la prelavorazione è stato completato
La buona notizia è che il dibattito tecnologico è finito. Il progetto per la selezione industriale ad alta purezza e la prelavorazione integrata è stato completato. Anche se la politica funge da catalizzatore, la responsabilità è condivisa nell’intero settore. I proprietari dei marchi, i commercianti di rifiuti e gli investitori non hanno più motivo per aspettare oltre, è arrivato il momento di agire.
Abbiamo le attrezzature per rifornire il mercato e il nostro impegno va oltre le soluzioni attuali per accelerare attivamente la futura crescita del mercato. Ora il settore industriale deve costruire una sofisticata infrastruttura sincronizzata che consenta di gestire il volume atteso e costruire una vera circolarità del materiale.
1. Rapporto di McKinsey & Company: Scaling textile recycling in Europe—turning waste into value
2. Rapporto di Boston Consulting Group (BCG): Spinning Textile Waste into Value
3. Rapporto di McKinsey & Company: Scaling textile recycling in Europe—turning waste into value